Artista che lavora nel suo laboratorio

Il Laboratorio di Claire

le lampade dipinte di Chiara

In un tiepido pomeriggio di fine estate, io e Fabio decidiamo di fare visita al laboratorio di Chiara, spinti dalla curiosità verso la sua arte così particolare. 

Chiara è una donna minuta, aggraziatamente scaltra: si destreggia tra i mille attrezzi sparsi nel suo laboratorio con un’agilità sorprendente. La cosa più evidente sono le lampade, decine e decine di paralumi di tutte le forme e fattezze accatastati in ogni dove, impreziositi da qualche filo elettrico qua e là.

Chiara ci fa strada fino al cuore del suo laboratorio, il suo tavolo da lavoro. L’abbiamo interrotta mentre dipingeva una tela per una delle sue lampade, ci spiega. Fabio sta già scattando, io mi aggiro per il laboratorio, curiosa. Si respira aria di creatività, e me ne voglio riempire i polmoni. Chiara coglie l’occasione per continuare a lavorare sul tessuto perché poi, ci dice, dovrà asciugarsi prima di applicarlo. 

Vorrei già iniziare a intervistarla ma la sua espressione assorta me lo impedisce; decido di non interromperla e continuo ad osservare.

Più tardi, quando finisce di dipingere la tela, la raggiungo e iniziamo la nostra chiacchierata. Le chiedo di raccontarmi unpo’ di lei e dalla sua reazione capisco immediatamente che non è abituata a descriversi. “Sono una persona come tutte le altre, con una famiglia e una casa”, inizia, poi. 

Il mondo dell’arte la attira come una calamita fin da subito e a quattordici anni si iscrive all’istituto d’arte. Chiara si descrive a quell’età come una ragazza insicura ma artisticamente molto sul pezzo. “Anticipavo i tempi. Le riviste di fotografia che leggevo..” (qui Fabio alza lo sguardo per la prima volta dal mirino, rizzando le antenne) “..riportavano degli scatti simili a quelli che realizzavo. Ero incentrata sul tema della sfocatezza, dell’indefinito. Le mie opere rispecchiavano il mio stesso senso di indefinizione, tipico dell’adolescenza” 

Amava circondarsi di persone che capivano e condividevano questa passione; tutto, insomma, andava in quella direzione.

La vita poi si sa, ti porta dove vuole. Chiara diventa moglie e mamma e le cose inevitabilmente cambiano. Anche la sua visione dell’arte cambia, e inizia a portarla nella vita quotidiana, più a portata di mano, più.. “maneggevole”, mantenendo però la sua costante ricerca dell’infinito, dell’invisibile, della continuità, di ciò che si può leggere nelle trasparenze. E da qui le lampade, che descrive come “il giusto compromesso tra arte e familiarità, luce e calore”. “Le lampade dipinte nascono proprio da una tensione tra razionalità e irrazionalità, tra praticità e sensibilità, tra mondo concreto e ciò che è immediatamente percepibile. Le righe sono sintesi e rappresentazione artistica di un concetto tanto affascinante quanto difficile, se non impossibile: il concetto di infinito. Ogni singola riga diventa essa stessa infinito, in quanto linea infinita senza inizio né fine, e tra ogni riga rimane quel qualcosa di non visibile, ma essenziale.” 

E’ una donna che ha saputo tenere viva in sé la passione per l’arte, anche quando sembrava che non facesse più parte della sua vita, anche quando i doveri dell’essere moglie e madre la tenevano lontana dal suo habitat naturale, il laboratorio.. e di farne un’attività che le permetta finalmente di entrare in connessione con sé stessa.

E mentre la osservo lavorare la vedo nei suoi occhi, questa momentanea evasione. 

Al principio timida davanti alla macchina fotografica, all’improvviso assume la padronanza e la sicurezza di un chirurgo in una sala operatoria. Gestisce i suoi strumenti con ferma determinazione; non è più mamma, moglie, amica, collega.. è solo lei, Chiara, con la sua creatività. E ci sa fare!

Ora che ha un’attività tutta sua non ci resta che augurarle tutto il successo che si merita. Le sue opere sono fantastiche, ognuna è un pezzo unico che porta con sé l’impronta di Chiara, e sanno sicuramente come rendere caldo e accogliente qualsiasi ambiente. 

Fabio, che ha un modo meraviglioso e tutto suo di raccontare le cose, ci propone la gallery col suo personale racconto di questa esperienza.. Buona visione!

Crediti

Artista: Claire, Chiara Gasparini

Text Editor: Linda Soffiato

Photographer: Fabio Marciano

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